Il cemento può diventare un organismo vivente grazie alla tecnologia biomimetica, che rende il materiale più sostenibile e durevole.
Il calcestruzzo autorigenerante contiene spore di batteri dormienti e micro capsule di nutrienti che si attivano quando si formano micro crepe, in cui penetra l’acqua, per cui iniziano a produrre calcare (carbonato di calcio), che sigilla la crepa dall’interno.
Questo processo riprende il meccanismo naturale di autoriparazione delle ossa e può aumentare la vita utile di edifici e infrastrutture di oltre il 50%, riducendo i costi di manutenzione e aumentando la sicurezza delle strutture. Anche l’impatto ambientale è minore grazie alla riduzione della produzione di nuovo cemento per le riparazioni delle micro crepe, che rappresentano il principale punto debole del calcestruzzo tradizionale. Infatti, le micro crepe si formano naturalmente nel calcestruzzo a causa di stress meccanici, vibrazioni e variazioni termiche, passaggio di carichi pesanti, assestamento del terreno. Queste fessurazioni, a volte invisibili, diventano punti d’ingresso per acqua e agenti chimici corrosivi, innescando processi di degrado all’interno della struttura, che riducono la durabilità del calcestruzzo e accelerano la corrosione delle armature interne. Inoltre durante l’inverno l’acqua si espande con il gelo, allargando progressivamente la crepa, che danneggia ulteriormente il calcestruzzo.
All’interno del biocemento ci sono le spore del genere Bacillus, selezionate in quanto possono sopravvivere per decenni in ambienti altamente alcalini e privi di ossigeno. I batteri restano dormienti all’interno del calcestruzzo, senza consumare risorse, fino a quando una micro crepa non permette all’acqua di raggiungerli. A quel punto, si attivano e producono calcare.
Come nutriente dei batteri, vengono inserite nel calcestruzzo delle micro capsule di lattato di calcio biodegradabili, che si sciolgono a contatto con l’acqua, alimentando i batteri, che con il loro metabolismo convertono il lattato di calcio in carbonato di calcio, un minerale stabile e insolubile.
Queste tecnologie consentono di ripensare le basi dell’edilizia per ridurre l’impatto ambientale e costruire infrastrutture più durature, attraverso processi innovativi in cui tecnologia e natura collaborano per migliori scenari futuri.



