Presentazione di Smart agrifood al Politecnico di Milano

Sono stati presentati il 25 febbraio al Politecnico di Milano i risultati della Ricerca 2025 dell’Osservatorio Smart AgriFood che, in collaborazione con l’Università di Brescia, ha analizzato gli impatti dell’innovazione digitale nel settore agroalimentare. Il team del Politecnico ha introdotto i risultati dell’innovazione digitale del settore che nel 2026 ha fatto un balzo in avanti rispetto all’anno precedente (in flessione), registrando un valore di 2 miliardi e mezzo di investimenti sostenuti dalle aziende agricole, in particolare per la componente software gestionale e decisionale. Le aziende, le associazioni e le istituzioni presenti hanno focalizzato alcune priorità come l’utilizzo di strumenti per prendere decisioni consapevoli e tempestive, la digitalizzazione dei macchinari, la tracciabilità dei prodotti, il censimento dei crediti di carbonio, la sostenibilità ambientale. Attualmente sul mercato si trovano più di 1200 soluzioni disponibili, proposte da circa 400 fornitori ma la domanda non sembra altrettanto dinamica. Sono ancora poche infatti le aziende che investono e pianificano nuovi investimenti per orientarsi sempre di più verso la digitalizzazione. La superficie agricola gestita in Italia con agricoltura 4.0 riguarda circa il 10% del totale. Gli elementi che frenano la rivoluzione digitale sono da individuare principalmente nella scarsa conoscenza, scarsa consapevolezza, comunicazione e sensibilizzazione insufficienti.

Un gap culturale

Nelle aziende purtroppo mancano le competenze: la formazione non è adeguata e si registra in alcuni casi anche una resistenza al cambiamento.  Sicuramente andrebbero aumentati gli incentivi e gli aiuti al settore per realizzare una vera rivoluzione digitale. Di contro invece si registrano anche alcuni segnali positivi che riguardano la pervasività del digitale da parte di chi lo ha già adottato che viene utilizzato nelle diverse fasi della filiera produttiva, fino alla pianificazione. Il 90% delle aziende digitalizzate riscontra benefici concreti e dichiara di avere ottenuto risultati oltre le aspettative, tanto da volere incrementare gli investimenti in questo ambito.

Segnali positivi

La convinzione dell’osservatorio del Politecnico è che dal 2026 ci sarà una crescita ulteriore di investimenti da parte delle aziende e intravede uno scenario in espansione che consentirà al settore di essere più competitivo ed efficace anche in ambito internazionale.

Le aziende che sono intervenute per illustrare i risultati ottenuti dall’introduzione della digitalizzazione sono state concordi nel sottolineare l’importanza della gestione sostenibile che si ottiene grazie alla possibilità di monitorare le coltivazioni e intervenire nei modi e nei momenti giusti, senza sprechi, rigenerando il suolo, con un incremento della produzione, ottimizzando quindi la resa e i fatturati.  I benefici ottenuti sono misurabili e questo permette alle aziende di concentrare i propri sforzi in modo più mirato. Una problematica da affrontare riguarda l’elaborazione dei dati che non sono ancora raccolti in modo sistematico e spesso mancano le competenze per utilizzarli in modo corretto.

In chiusura si è parlato dell’intelligenza artificiale che avrà un forte impatto e sarà uno strumento fondamentale per l’impulso dell’agricoltura 4.0. Le aziende che già la utilizzano hanno portato la loro testimonianza sui risultati ottenuti in termini di aumento e ottimizzazione della produzione e nell’efficienza dell’elaborazione dei dati. Questo strumento che può dare un impulso notevole alle aziende richiede però figure professionali formate e competenti.

 

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