16 marzo 2020

Lettera del Presidente ANVE Leonardo Capitanio sull’emergenza COVID-19:

Come se non bastasse mai, dobbiamo affrontare una nuova emergenza. Sembra un gioco a schemi: ogni volta un livello più difficile. Prima la crisi finanziaria, poi le crisi fitopatologiche ed ora la più grave, quella che ci mette alla prova come essere umani e come imprenditori, il Coronavirus, un flagello che segnerà la nostra vita per molto tempo.

Quello che possiamo fare, a mio parere, è mantenere la calma e confidare nel nostro Paese. E’ ciò che stiamo facendo con ANVE. Confrontarci ora per ora con i colleghi, con le amministrazioni e con la politica per essere aggiornati e per limitare i danni.

Per questo, insieme a molte altre Associazioni di filiera che come noi hanno a cuore la situazione, abbiamo scritto alla Ministra Teresa Bellanova e al Sottosegretario Giuseppe L’Abbate, che ringrazio per la grande attenzione e la vicinanza che ci stanno dimostrando, per chiedere che siano attivate misure a sostegno del settore. Stiamo anche verificando eventuali modalità per risarcire i produttori dei danni da “calamità naturale” e siamo in contatto con le Amministrazioni regionali per comprendere, anche a livello locale, che risorse saranno messe in campo.

Sappiamo bene come la natura del nostro prodotto sia deperibile e l’ impossibilità di venderlo nel periodo giusto comporta la perdita totale dell’investimento sostenuto.

La progressiva paralisi del sistema economico italiano proprio in coincidenza con “l’alta stagione” del nostro settore sta mettendo in ginocchio l’intero sistema produttivo florovivaistico: siamo costretti a lasciare a terra la produzione, destinata evidentemente a deperirsi velocemente provocando una perdita di fatturato senza precedenti.

Se a questo aggiungiamo i blocchi di merci ai confini con altri stati europei e la diffusione del virus anche in questi paesi possiamo facilmente comprendere la complessità del problema e il fatto che durerà ancora a lungo.

Probabilmente abbiamo perso l’intera stagione di vendita, siamo passati dal 100% a 0% in una settimana e questo avrà sicuramente dure conseguenze sull’assetto del settore florovivaistico internazionale.

Credo però che tutti noi dobbiamo attenerci alle disposizioni del Governo senza eccessive interpretazioni e consentendo alle attività ammesse dal DPCM di proseguire il proprio lavoro di produzione e commercializzazione. Ritengo che la normativa sia chiara e che, con tutte le restrizioni del caso, sia comunque possibile produrre e vendere piante nel rispetto delle norme di sicurezza obbligatorie.

Tutte le nostre aziende hanno adottato le misure richieste dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e stiamo assistendo ad una grande dimostrazione di maturità professionale. Siamo un esempio per il resto del mondo e sono convinto che da questa crisi usciremo più uniti che mai.

FORZA E CORAGGIO!

ANDRA’ TUTTO BENE!!!

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11 marzo 2020

Egregio Ministro,
è con grande preoccupazione che le maggiori realtà associative del mondo del florovivaismo si uniscono per far fronte a questo drammatico momento.
Nel congratularsi con il governo per le stringenti e celeri disposizioni emanate attraverso il DPCM del 8 e 9 Marzo 2020 per il contenimento del Covid-19 e la salvaguardia della salute pubblica, dichiariamo che tutte le nostre aziende si sono prontamente adeguate alle nuove ordinanze, incrementando le misure in materia di pulizia e sicurezza nei luoghi di lavoro. Si continuerà infatti a evadere ordini e consegnare nelle modalità stabilite ad inizio anno, garantendo la massima dedizione e professionalità anche in un momento così difficile.

Il florovivaismo italiano infatti è un settore di primaria importanza che si compone di oltre 100.000 addetti, oltre 30.000 aziende e una PLV di 2,5 miliardi di euro pari al 5% dell’agricoltura nazionale con conseguenti e importanti risvolti occupazionali e lavorativi.
Nonostante il forte impegno dimostrato dalle nostre aziende, e la centralità di questo settore nell’economia italiana, stiamo assistendo inermi ad una delle maggiori crisi che il comparto produttivo abbia subito negli ultimi anni.
Nell’arco degli ultimi due giorni abbiamo registrato l’annullamento della gran parte degli ordinativi con un blocco delle vendite totalmente generalizzato interno e verso l’estero.

Inoltre trattandosi di materiale vegetale vivo, bisogna aggiungere le ingenti perdite economiche dovute al mantenimento dello stesso in ambienti climatizzati o, addirittura, alla distruzione del materiale invenduto ormai non più idoneo alla commercializzazione.
A questa situazione di incertezza si aggiunge l’estrema difficoltà nel reperire trasportatori disposti a movimentare in Europa materiale proveniente dall’Italia: si è ormai diffuso un atteggiamento di rifiuto del prodotto nazionale oltremodo accentuato dalle continue chiusure e blocchi frontalieri del personale di trasporto proveniente dall’Italia.
Si susseguono inoltre richieste di certificazioni specifiche che attestino la salubrità del prodotto rispetto ad un presunto rischio di contagio, nonostante non ci siano comprovate evidenze della possibilità di diffusione attraverso materiale vegetale vivo.

A causa inoltre delle rapide misure adottate per evitare qualsiasi tipologia di assembramento, il comparto florovivaistico ha inoltre subito l’annullamento dell’evento fieristico di MyPlant& Garden, una delle più importanti occasioni di incontro e scambio tra aziende e buyers, e infine, lo slittamento dell’incontro del Tavolo di filiera previsto per il 12 Marzo 2020.

Alla luce delle problematiche descritte in precedenza e certi di ricevere da voi ascolto in merito, siamo qui a richiedere all’onorevole Ministro quanto segue:
• Che sia approvato nella giornata di oggi il Disegno di Legge di conversione del decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9, (in vigore dal 2 marzo), recante misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica.
In particolar modo l’articolo 33 nelle MISURE PER IL SETTORE AGRICOLO che prevede
• la concessione di MUTUI A TASSO ZERO finalizzati all’estinzione di alcuni debiti bancari in capo alle imprese agricole ubicate nei territori ai quali si applicano le misure di contenimento del contagio da covi-19 (ormai tutto il territorio nazionale), che abbiano subito danni diretti o indiretti.
• Che venga approvata la CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA per soggetti operanti in tutto il territorio italiano
• Che sia applicata la NUOVA DEFINIZIONE DI PRATICA COMMERCIALE SLEALE VIETATA nelle relazioni tra acquirenti e fornitori e consistente nella subordinazione di acquisto di prodotti agroalimentari a certificazioni non obbligatorie riferite al covid-19 ne’ indicate in accordi di fornitura per la consegna dei prodotti su base regolare antecedenti agli accordi stessi. a presidio di tale divieto, è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 15.000 a euro 60.000.
• Mentre riteniamo che il fondo rotativo con una dotazione di 10 mln di euro per il 2020 non sia minimamente sufficiente a coprire gli ingenti danni e le esigenze di tutto il comparto agricolo.
• La concessione di finanziamenti ponte di almeno 24 mesi con restituzione dell’intera somma in un’unica soluzione al termine del periodo, con garanzia diretta di ISMEA da attuarsi con le stesse modalità che ha la garanzia sussidiaria.
• Riteniamo necessario che le banche possono ricevere indicazioni o strumenti da parte del governo per sostenere le aziende che si trovino nell’impossibilità di ottemperare agli obblighi contrattuali di mutui e altre linee di credito
• La concessione/estensione a titolo gratuito delle garanzie ISMEA.
• La continuità dei sistemi della logistica, evitando di appesantire la documentazione da produrre per gli spostamenti delle merci (autisti e personale addetto)
• L’efficienza del sistema di certificazione fitosanitario nazionale e degli apparati pubblici
• Una specifica azione di promozione dei consumi, mediante:
• lo stimolo di attività legate alla cura delle piante e dei fiori per la ricaduta positiva sull’ambiente e la persona per il mercato interno,
• la gestione della comunicazione con l’estero mediante messaggi di salubrità e di qualità igienica delle nostre produzioni, anche per il comparto floricolo
• Che sia previsto un incontro, per vie telematiche, con il Ministro in persona e le associazioni di rappresentanza del settore, per dare voce alle moltissime esigenze di un comparto produttivo che, più di altri, è e continuerà ad essere fortemente colpito da questa grave emergenza.
Allo stesso tempo ci auguriamo che, utilizzando tutti i mezzi a nostra disposizione, sia predisposto, il prima possibile l’incontro previsto con il tavolo di filiera in quanto sono molte le questioni, che a prescindere dall’emergenza covid19, devono ancora essere discusse e definite.

In conclusione, al fine di assistere le aziende del nostro settore a livello politico tecnico ed economico in questo complesso momento, vi chiedo cortesemente di porre tutta l’attenzione necessaria alle richieste presentate.