19 Marzo 2020

EMERGENZA COVID-19 – AGGIORNAMENTI PER IL SETTORE

Emergenza Coronavirus. Quadro delle criticità del settore florovivaistico, primi approfondimenti .

Contemporaneamente alla pubblicazione del decreto “Cura Italia”, abbiamo ultimato e consegnato l’elaborazione dei primi dati economici relativi al settore florovivaistico.
In questi giorni stiamo leggendo tanti giusti appelli e richieste provenienti da più parti del settore ma dagli appelli occorre passare alle azioni concrete e per questo da subito ci siamo messi al lavoro per la mappatura dello stato di crisi del settore elaborando dati economici di massima ma specifici per ogni comparto.
Un lavoro non semplice considerata la frammentazione e la complessità del settore florovivaistico, ma necessario – come ci è stato confermato – per potere avere le risposte adeguate per fare fronte alla crisi che tutte le nostre aziende si aspettano.

E’ importante precisare, perché ancora non è a tutti chiaro, che per “florovivaismo” si intende tutta la filiera produttiva e dei servizi di manutenzione, comprendendo cioè i comparti produttivi (floricolo, vivaistico, compreso tappeti erbosi), commerciali-produttivi (Garden Center) e quelli manutentivi e dei servizi (giardinaggio, arboricoltura), indipendentemente dalla forma fiscale o dalle dimensioni delle aziende. E’ necessario lavorare a tutela di tutti, perché in questa situazione tragica dalla sopravvivenza anche economica di ognuno dipende quella degli altri (dai “grandi” quella dei “piccoli” e viceversa).

Il Governo ora ha chiaro quale è la situazione del settore florovivaistico e apprezziamo le parole della Ministra per le Politiche agricole Teresa Bellanova, che in queste ore ha voluto rassicurare i florovivaisti italiani. “Conosciamo le difficoltà del settore e voglio assicurare tutti i florovivaisti e i floricoltori italiani: la situazione che sta soffrendo il comparto è oggetto della massima attenzione e cura” ha dichiarato il Ministro, assicurando che “troveremo rapidamente misure compensative mirate. Nulla andrà perduto né in termini di sostegno immediato né in termini di prospettiva per le aziende del settore. Quando parliamo di misure per l’agricoltura, parliamo anche di florovivaismo. Che rappresenta una quota significativa e strategica del nostro segmento agricolo, ed è ben presente tra le priorità, compatibilmente con una emergenza e una crisi senza precedenti”.

I dati che emergono dalle prime analisi, grazie alla collaborazione di aziende e di Associazioni che si sono immediatamente mobilitate, sono effettivamente preoccupanti e drammatici per tutti i comparti del settore, dal floricolo al garden, dal vivaistico alle attività di costruzione cura del verde.

Da giorni sono in corso interlocuzioni con le istituzioni e si sta lavorando su più fronti per cercare di poter apportare integrazioni al decreto Cura Italia.

Abbiamo segnalato l’importanza di una proroga dei versamenti anche per le aziende sopra i 2 milioni di Euro di fatturato perché è necessario mantenere le liquidità delle grandi imprese affinché possano assolvere ai pagamenti dei fornitori piccole e medie imprese dell’indotto. Come detto, dalla sopravvivenza delle grandi imprese dipende la sopravvivenza di quelle piccole, e viceversa.

Il Presidente di Coldiretti Ettore Prandini, incontrando la Ministra Bellanova, portando alla sua attenzione i dati del settore, ha ricevuto un importante attenzione per il settore, come dichiarato dalla stessa nel comunicato stampa di oggi. Coldiretti sta divulgando un documento di autocertificazione per documentare il materiale invenduto, e quindi perso. Il documento servirà per raccogliere in modo puntuale le perdite di produzione.
ASSOFLORO ritiene importante questa azione e per questo ha deciso di contribuire alla raccolta dei dati di Coldiretti.
A questo link https://bit.ly/3delRie trovate l’Autodichiarazione che potrete compilare e inviare, insieme ai documenti richiesti indicati nel documento, al seguente indirizzo mail: segreteria@assofloro.it .

Abbiamo suggerito quanto sarebbe importante poter effettuare, in modo controllato, delle consegne a domicilio sia di piante da orto sia di qualche pianta fiorita da balcone, come già sta avvenendo in molti comuni per altre attività: oltre a consentire alle piccole aziende di poter consegnare delle piante avrebbe anche una importante utilità sociale, soprattutto se l’emergenza si dovesse prolungare, perché conosciamo tutti molto bene il valore dell’orticoltura domestica e del verde anche dal punto di vista psicologico e quanto potrebbero fare nella situazione di “costrizione” a cui sono obbligati i cittadini italiani. Chiaramente tutto dovrebbe avvenire nel rispetto delle disposizioni sanitarie, limitando il numero di consegne giornaliere e al proprio comune, ecc. Il Presidente di Coldiretti Ettore Prandini ha fatto presente al Ministro questa richiesta e siamo in attesa di una risposta.
Seguiranno altri aggiornamenti.

Nada Forbici
Presidente ASSOFLORO
*****
Ufficio Stampa ASSOFLORO
ufficiostampa@assofloro.it

____________________________________________________________________________________

12 marzo 2020

Emergenza epidemiologica Covid-19. Forbici (ASSOFLORO): “E’ il tempo della responsabilità. Necessarie azioni collettive ed unitarie per ridurre la diffusione del virus e interventi urgenti da parte del Governo a tutela di tutto il settore”. Analizzate le criticità per le aziende florovivaistiche in conseguenza dell’emergenza Covid-19.

“Riteniamo che questo non sia il momento delle polemiche o delle divisioni politiche – afferma Nada Forbici, Presidente di ASSOFLORO – e che l’Italia unita si debba stringere intorno al Governo e al Premier Conte. Per questo facciamo nostro l’appello delle forze politiche, che in modo trasversale chiedono agli italiani di essere comunità e di combattere insieme e contenere l’epidemia, osservando in modo scrupoloso le misure per il contenimento del Coronavirus. La rapida diffusione dell’epidemia da Covid-19 nel nostro Paese, dichiarata ieri pandemia dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), ci mette di fronte ad uno scenario complicato e preoccupante perché da una parte ci richiama ad azioni collettive ed unitarie per ridurre i contagi e dall’altra richiede misure economiche urgenti ed immediate a salvaguardia del settore florovivaistico, che rischia di subire, più di altri settori, ripercussioni nel lungo periodo, anche dopo che l’emergenza sarà finita e quando le altre attività ripartiranno. La situazione è di una gravità tale da imporre azioni serie, responsabili ed immediate e per questo ASSOFLORO ha deciso di sostenere, in modo effettivo e concreto, l’azione di Coldiretti, poiché riteniamo che, in questo momento, sia il soggetto – all’interno del settore, con la forza e la rappresentatività più significativa per ottenere le urgenti forme di tutela e di aiuto per le nostre aziende, riferendoci a tutte le aziende della filiera florovivaistica, siano esse artigiane o agricole, del comparto produttivo come di quello manutentivo. Ringraziamo il presidente di Coldiretti Ettore Prandini per le immediate sollecitazioni al Governo e alle Istituzioni, recepite nei vari decreti che si sono susseguiti a seguito dell’emergenza”.

“Crediamo – prosegue Nada Forbici – che in questo momento si debba agire su due fronti. Il decreto DPCM 11 marzo 2020 sulla chiusura delle attività commerciali ci permette di lavorare ma estremamente contingentati e con grandi e severe precauzioni a tutela della salute nostra, dei nostri lavoratori e della collettività. Il Decreto ci permette di lavorare come filiera agricola, ma faccio appello al senso di responsabilità di tutti gli imprenditori: pensiamo che le aziende debbano da subito rallentare o fermare, dove possibile, la propria attività. Le piante e i fiori nei nostri vivai e serre vanno accudite, non possiamo lasciarle a se stesse ma tutte le attività manutentive non urgenti possono aspettare…per il bene di tutti. Chiudere le aziende è un sacrificio enorme ma dobbiamo farlo perché siamo tutti in prima linea per contenere il contagio. Facciamo rete, dimostriamo di essere un settore maturo.
Allo stesso tempo occorre pensare anche a misure economiche per il sostegno del settore. Tra le misure più urgenti il congelamento del pagamento dei contributi, a partire dal 16 marzo, per poter mantenere maggior liquidità fin da subito e la possibilità di attivare la cassa integrazione per i dipendenti.
Per quanto riguarda il comparto produttivo, possiamo anche lavorare per mantenere le piante nelle nostre aziende ma se il resto delle attività sono bloccate è evidente che la domanda del mercato si azzera o si riduce drasticamente, infatti si sta assistendo a cancellazioni di ordini, temiamo che a livello nazionale ci possa essere una forte ripercussione sui pagamenti anche di lavori già eseguiti e/o in esecuzione. Per i serricoltori che producono vegetali con ciclicità di 2/3 mesi, occorre rimarcare il forte carattere di deperibilità e stagionalità del prodotto, che risulta invenduto e invendibile presso le strutture produttive, con ulteriori aggravi economici connessi ai costi di smaltimento”.

“Ci siamo immediatamente attivati per raccogliere tra le rappresentanze dei diversi comparti della filiera florovivaistica le principali criticità, in conseguenza all’emergenza Covid-19 – afferma Mario Faro, Presidente della Consulta Florovivaismo di Coldiretti. Inutile dire che è uno stato di calamità che sta provocando ingenti danni alle aziende, con ripercussioni evidenti su tutto il tessuto economico diretto e dell’indotto, nonché, e non da meno, sulla sopravvivenza stessa dell’impresa e di coloro che in essa vi lavorano, dai titolari ai dipendenti. Il periodo in cui si verifica questa epidemia è uno dei più critici per le imprese perché coincide con il periodo principale di fatturato, almeno il 50-60%. I prodotti rimangono invenduti nelle serre, nei vivai e nei garden center e ci sono problemi importanti legati ai trasporti sia interni che esterni al nostro Paese. Le compagnie di trasporti estere non inviano i mezzi a caricare il materiale. Abbiamo segnalazione per i seguenti Paesi: Belgio, Germania, Croazia, Montenegro, Slovenia, Romania, Bulgaria, Russia. Si segnalano problematiche anche per il trasporto navale, la caduta del prezzo del petrolio diminuisce il potere di acquisto dei mercati esteri. E poi l’impressione è che si parli delle problematiche di tutti i settori ma poco di quello agricolo e per nulla di quello florovivaistico, pur generando il 5% del PIL agricolo e occupando, comprendendo il mondo manutentivo, 200.000 operatori. Siamo al lavoro per monitorare con la massima attenzione la situazione relativa alla diffusione del Coronavirus e stiamo interagendo con il Governo e le istituzioni per la tutela del settore che necessita di risposte immediate per fare fronte alla crisi.”